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Terminologia

Non si sa con precisione l'origine del termine moderno di "cocktail" ma fin dagli antichi Romani era usanza preparare bevande con anice o miele oppure fare mescolanze di vari tipi di vini. Alcune di queste usanze poi rimasero in vita fino al Medioevo. Si pensa quindi che nacquero in Italia per poi passare dalla Francia all'America da dove poi furono, dopo essere elaborati, reintrodotti in tutta Europa.

Il termine cocktail è un termine inglese che tradotto letteralmente significa "coda di gallo". Pur essendo un termine anglosassone probabilmente deriva da una parola francese.
Infatti, secondo una delle teorie più diffuse, un medico francese preparò una miscela fatta di Cognac, spezie, un amaro di erbe e zucchero miscelando il tutto in un portauovo. Il portauovo in francese è il "coquetier" e da qui appunto il termine tuttora usato di cocktail.

I cocktails hanno come base un distillato a cui si aggiungono vari elementi per dare alla bevanda un sapore dolce, amaro o aromatico. Spesso vengono serviti con ghiaccio. Possono stimolare l'appetito, favorire la digestione o più semplicemente dissetare.
Si possono suddividere in tre grandi categorie: "short drinks" che sono i cocktails propriamente detti, i "long drinks" che vengono serviti in bicchieri più grandi e in maggiore quantità e infine gli "hot drinks" che si servono calde.

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